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lunedì 4 novembre 2013

LA STORIA DEL CIOCCOLATO


La storia del cacao è unita alla pianta del cacao, presente più di 6000 anni fa nel Rio delle Amazzoni . Le prime coltivazioni risalivano al 1000 a.c. per mezzo dei maya e in seguito anche gli AZTECHI, si dedicarono alla coltura del cacao e alla produzione della cioccolata.

Il cacao veniva associato alla dea della fertilità, e durante le cerimonie religiose veniva offerto insieme al’incenso come sacrificio alle divinità.
Il cioccolato nelle Americhe, veniva consumato come bevanda, chiamata xocoatl, aromatizzata con peperoncino, vaniglia e pepe. Di solito era ottenuta a caldo o a freddo con l'aggiunta di acqua e eventuali altri componenti addensanti o nutrienti, quali farina di mais e minerali e miele.


La bevanda alleviava la sensazione di fatica, effetto probabilmente dovuto alla teobromina in esso contenuta. Inoltre nelle zone dell’America Centrale i semi di cacao erano usati come moneta di scambio e anche come unità di misura.
Nel 1502 grazie a Cristoforo Colombo l'europa venne a conoscenza del cacao; questi, durante il suo quarto viaggio in America,dopo essere sbarcato in Honduras, venne in contatto con la popolazione honduriana che gli offrì la bevanda al cacao. Al suo ritorno, portò con sé alcuni semi di cacao da mostrare a Ferdinando ed Isabella di Spagna, ma non diede alcuna importanza alla scoperta, probabilmente non particolarmente colpito dal gusto amaro della bevanda. Grazie a Hernàn Cortés nel 1519 si ha l'introduzione del cacao in Europa in maniera più diffusa. Egli fu scambiato per il Dio Quetzalcoatl, che, secondo la leggenda, sarebbe dovuto tornare proprio in quell'anno, e l'imperatore Montezuma allora, lo accolse donandogli una piantagione di cacao.

Nel 1585 arrivò il primo carico documentato di cacao a Siviglia, città nella quale aveva sede il “Reale consiglio delle Indie” attraverso cui la corona spagnola controllava tutti i traffici commerciali, l’amministrazione , gli aspetti militari e religiosi delle proprie colonie d’oltre oceano.
Gli ordini monastici spagnoli, depositari di una lunga tradizione di miscele e infusi, modificarono il modo di bere la cioccolata aggiungendo la vaniglia e lo zucchero, così da eliminarne l'amarezza . Per tutto il '500 il cioccolato rimane un'esclusiva della Spagna, che ne incrementò le coltivazioni.

In Italia arrivò nel '600 grazie ad un commerciante di Firenze e nello stesso periodo venne diffuso nel resto dell'Europa.
Nel XVII secolo divenne un lusso tra i nobili d'Europa e gli Olandesi, abili navigatori,che riuscirono a strappare agli Spagnoli il controllo mondiale e il predominio commerciale.

Fino a tutto il XVIII secolo il cioccolato venne considerato la panacea di tutti i mali, e gli si attribuirono virtù miracolose. Il Brasile, la Martinica e le Filippine aumentarono la coltivazione di cacao; contemporaneamente molte città europee si pregiarono della fama per la lavorazione del cioccolato, dove poco alla volta la preparazione di bevande al cioccolato diventò una passione per molti.

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