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| Pappardelle al ragù di cinghiale |
Le pappardelle al ragù bianco di cinghiale sono un grande classico della cucina italiana di terra, particolarmente diffuse in regioni come la Toscana e l’Umbria, dove la selvaggina fa parte della tradizione gastronomica più autentica. Si tratta di un primo piatto ricco, intenso e profumato, perfetto per i pranzi della domenica o per le occasioni speciali in cui si desidera portare in tavola un sapore deciso ma elegante.
A differenza del più noto ragù rosso, la versione in bianco valorizza al massimo il gusto della carne, senza la presenza del pomodoro. Il risultato è un condimento avvolgente, morbido e aromatico, che si lega perfettamente alla superficie ruvida delle pappardelle all’uovo. Ti consigliamo anche il ragù di cinghiale.
Ingredienti per 4 persone
400 g di pappardelle all’uovo600 g di polpa di cinghiale
1 carota
1 costa di sedano
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
2 foglie di alloro
3 bacche di ginepro
1 bicchiere di vino bianco secco
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
1 mestolo di brodo vegetale caldo
Sale q.b.
Pepe nero q.b.
Parmigiano Reggiano grattugiato q.b. (facoltativo)
Preparazione
Il primo passaggio fondamentale è la preparazione della carne. Se non è già macinata, tritate finemente la polpa di cinghiale al coltello oppure con un tritacarne a grana grossa. Questo permette di ottenere una consistenza rustica ma non eccessivamente fine.
Tritate molto finemente carota, sedano e cipolla per realizzare un soffritto uniforme. In una casseruola capiente scaldate l’olio extravergine d’oliva e aggiungete lo spicchio d’aglio leggermente schiacciato. Unite il trito di verdure e lasciate appassire a fuoco dolce per almeno 10 minuti, mescolando spesso per evitare che si scurisca.
Aggiungete la carne di cinghiale e alzate leggermente la fiamma per farla rosolare in modo uniforme. Mescolate bene per sgranarla e permettere una cottura omogenea. Quando la carne avrà cambiato colore e iniziato a sigillarsi, sfumate con il vino bianco secco e lasciate evaporare completamente la parte alcolica.
A questo punto unite rosmarino, alloro e bacche di ginepro leggermente schiacciate. Regolate di sale e pepe, abbassate la fiamma e aggiungete un mestolo di brodo caldo. Coprite con un coperchio lasciando uno spiraglio e fate cuocere lentamente per almeno 1 ora e 30 minuti, mescolando di tanto in tanto. Se necessario, aggiungete altro brodo poco per volta per mantenere il ragù morbido e non asciutto.
Il segreto di un buon ragù bianco di cinghiale è la cottura lenta e prolungata, che consente alla carne di ammorbidirsi e perdere eventuali note selvatiche troppo intense, mantenendo però tutto il suo carattere.
Nel frattempo portate a ebollizione una pentola capiente di acqua salata e cuocete le pappardelle all’uovo secondo i tempi indicati, mantenendole al dente. Scolatele direttamente nella casseruola con il ragù, conservando un po’ di acqua di cottura.
Saltate la pasta nel condimento per qualche minuto, aggiungendo se necessario un cucchiaio di acqua di cottura per amalgamare meglio il tutto. Questo passaggio è fondamentale per ottenere una mantecatura perfetta.
Servite le pappardelle ben calde, completando a piacere con una leggera spolverata di Parmigiano Reggiano grattugiato e una macinata di pepe nero fresco.
Consigli per un risultato perfetto
Se desiderate un sapore ancora più equilibrato, potete lasciare marinare la carne di cinghiale per alcune ore in frigorifero con vino bianco, sedano, carota, cipolla e qualche erba aromatica prima della cottura. Questo aiuta ad ammorbidire le fibre e a rendere il gusto più delicato.
Le pappardelle fresche all’uovo sono la scelta ideale perché la loro larghezza trattiene perfettamente il condimento. In alternativa, è possibile utilizzare anche tagliatelle larghe o pasta fresca fatta in casa.
Le pappardelle al ragù bianco di cinghiale rappresentano un piatto conviviale, intenso e profondamente legato alla tradizione italiana. Un primo che profuma di bosco, di domeniche in famiglia e di cucina lenta, capace di trasformare ingredienti semplici in un’esperienza gastronomica ricca e appagante.


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